
Il mondo del lavoro in Italia ha visto negli ultimi vent’anni una radicale trasformazione. Oggi, gli over 50 rappresentano il cuore pulsante dell’occupazione. Secondo i dati Istat, se nel 2005 i cinquantenni occupati erano meno di 5 milioni, oggi superano i 10 milioni. Al contempo, gli under 35 sono diminuiti di 2 milioni, passando da 7,47 a 5,44 milioni con un’emorragia di forza lavoro giovanile.
“A registrare un incremento significativo non è solo la fascia 50-64 anni ma anche gli over 65 che sono quasi triplicati, passando – spiega Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – da 334 mila nel 2005 a 827 mila nel 2025. Un aumento che riflette il progressivo aumento dell’età pensionabile”.
In crescita anche la componente femminile. Negli ultimi vent’anni, il tasso di occupazione delle donne è salito dell’8%, con un balzo particolarmente significativo nella fascia 50-64 anni.
“In diminuzione la fascia 35-49 anni, che negli ultimi vent’anni è scesa di oltre 1,15 milioni di unità. Un declino che sta contribuendo a ridisegnare il panorama occupazione – continua Benna – con un record storico di occupati registrato lo scorso gennaio: 24,2 milioni di lavoratori, il livello più alto dal 2004”. L’invecchiamento della forza lavoro non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa e gli Stati Uniti.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha lanciato un piano per garantire ambienti lavorativi adeguati alle necessità di una forza lavoro più anziana, con spazi e modalità operative alle capacità fisiche e sensoriali dei lavoratori maturi.